Spot video Subway, seduce Napoli con la pizza

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Uno dei più grandi pubblicitari mai esistiti David Ogilvy afferma che la pubblicità non deve essere creativa ma deve vendere. Questo frase coniata nel periodo delle grandi agenzie di New York ancora oggi ha il suo valore indiscusso. La più grande rivoluzione degli anni 50 nella pubblicità come nel costume è stata l’invenzione della Tv e gli spot televisivi. Mai nessuno avrebbe ipotizzato una rivoluzione ancora più grande che ha cambiato i massimi sistemi: il web e tutti i suoi derivati. Scusate questa piccola premessa. Nell’articolo di oggi parleremo dell’uscita della nuova campagna pubblicitaria di Subway, nota azienda di panini per l’uscita di panini a base di pizze. La campagna si chiama “Sorry Naples” e in maniera dissacrante annuncia delle scuse al “popolo napoletano” con spot video e immagini pubblicitarie, per aver offeso la leggenda della pizza proprio a Napoli. Nello spot che Vi invito a vedere entrano in scena i parenti, gli zii e quel contesto di famiglia tanto sacro. Tanto di cappello per questa geniale campagna. Questo dimostra anche se forse non c’è bisogno che l’idea nasce dall’inconscio quando è una grande idea e rompe qualsiasi schema. Nel prossimo paragrafo introduciamo una ricerca molto interessante che spiega l’efficacia della campagne sul web. Cliccate in basso per vedere lo spot video.

Ricerca organica, email efficaci per le vendite

NEW YORK: la ricerca organica, le campagne costo-per-click e l’email sono molto più efficaci che Facebook e Twitter quando si tratta di vendita di prodotti, questo ha rilevato la ricerca di Custora. Custora, il database di marketing, ha analizzato i dati provenienti da 72m clienti su 86 diversi siti di rivenditori, monitorando da dove venivano i click, cosa e quanto hanno comprato. Si è riscontrato che la ricerca organica è di gran lunga la fonte più efficace per i clienti, pari al 15,8%. Nel corso dei quattro anni precedenti, la percentuale di clienti che hanno acquistato da rivenditori online tramite CPC si è più che raddoppiata al 10%, mentre la percentuale di chi ha acquistato dopo l’arrivo di email si è quadruplicata a quasi il 7%. Al contrario, i dati comparativi per Facebook e Twitter hanno toccato il fondo, insieme con i banner pubblicitari, con meno di 1%. “Non vuol dire necessariamente che Twitter è di per sé un brutto modo di fare marketing online, ma non abbiamo visto molte buone strategie su Twitter in questo momento,”ha dichiarato a Wired Aaron Goodman, ricercatore dati di Custora,. Custora ha studiato il valore dei clienti provenienti da ogni canale: tendenze simili erano evidenti nel corso del periodo di quattro anni. I banner e Facebook, invece, hanno registrato un punteggio dell’1%, mentre i clienti di Twitter hanno registrato il 23% in meno valore rispetto alla media. Il rapporto suggerisce che la frequenza delle offerte di sconto all’interno dei tweet potrebbe essere un fattore decisivo. La società di comunicazione digitale Yesmail Interactive ha affermato che l’email potrebbe svolgere un ruolo migliore, infatti ancora molti siti non sono ottimizzati per il mobile. Si dice che più di un terzo dei messaggi di posta elettronica vengono aperti su un dispositivo mobile, ma più di tre quarti dei marketers dichiara di avere una strategia mobile di base che non si adatta a campagne e-mail. La metà dei consumatori ha detto che le email sui telefoni sono di difficile lettura perché devono scorrere troppo.



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