Pubblicità metropolitana

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Strappo alla pubblicità metropolitana

A Roma esistono due linee di metropolitana e una terza è in costruzione. Nelle metro le decorazioni di pubblicità sono di diversi formati. Partendo dall’ atrio della metropolitana possiamo brandizzare i tornelli all’ entrata e uscita della metro. Sulle pareti ci sono i manifesti di 2 metri x 3 metri in formato lux quindi retro illuminati o classico senza luce. Inoltre nei binari si possono avere dei formati extra board. All’ interno dei vagoni della metro abbiamo una serie di schermi sui quali possiamo mandare in onda dei brevi filmati. Secondo un calcolo sommario nella metro di Roma ogni giorno viaggiano circa 1 milione e mezzo di cittadini quindi questo spiega anche perchè i prezzi per poter arrivare a questo pubblico sia un prezzo importante. L’ apertura della metro è alle 5 e trenta mentre la chiusura è alle 23 e trenta. a seconda dei periodi stagionali possiamo decidere di pianificare per una quattordicina questo è il periodo finestra più ristretto o per periodi ripetuti.

Strappo alla pubblicità metropolitana

Mimmo Rotella usa la tecnica del dècollage e passa dal rito della lacerazione alla seduzione dell’icona. L’artista è stato tra i primi a utilizzare i manifesti in affissione, recuperati nella notte e strappati dai muri delle strade romane, per realizzare le proprie opere. Esiste un sottile crinale che separa idealmente il mondo della pubblicità da quello dell’ arte; si tratta di una linea quanto mai instabile e permeabile che nell’ arco del ‘900 è stata percorsa e oltrepassata più volte. Universalmente conosciuto per la tecnica del dècollage, l’artista è stato tra i primi a utilizzare i manifesti  in affissione, recuperati nella notte e strappati dai muri delle strade romane, per realizzare le proprie opere. Questa volta è proprio il manifesto pubblicitario il ready-made a cui l’intervento artistico conferisce una nuova dignità estetica elevandolo, da semplice prodotto in serie da tiratura tipografica a opera d’arte.”Tutte le mattine uscivo e guardavo i muri tappezzati di manifesti pubblicitari” l’artista così racconta di come la sua attenzione verso i cambiamenti del paesaggio urbano è catturata dall’iconografia pubblicitaria.

 



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